Storia della Ricerca Archeologica di Vereto
“Sull'antica collina di Vereto battuta dal sole, dai venti e dalle piogge, sui suoi ondulati declivi, oggi regna sovrano il mistero”
Per molto tempo Vereto è stata più una promessa che una certezza archeologica. Il nome dell'antica città ricorreva nelle fonti, nella memoria locale e negli studi sui Messapi, ma la collina rimaneva in gran parte inesplorata. A lungo l'attenzione degli studiosi si concentrò soprattutto sulle Centopietre e sul complesso di San Giovanni Battista, monumenti che alimentarono interpretazioni diverse e spesso contrastanti, mentre l'abitato messapico era conosciuto soprattutto attraverso rinvenimenti occasionali, materiali dispersi e indagini limitate.
Una tappa fondamentale nella storia moderna della ricerca fu rappresentata dagli studi di Cosimo Pagliara che, tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta, raccolse e pubblicò dati fondamentali sulle iscrizioni, sulle monete, sui bolli anforari e sulle testimonianze epigrafiche connesse a Veretum e alle Centopietre. I suoi lavori contribuirono a collocare Vereto in una rete più ampia di rapporti tra abitato, necropoli, viabilità e approdi, in particolare quello di San Gregorio. In quegli stessi anni, il volume Leuca del 1978, con il contributo di Francesco D'Andria sull'esplorazione archeologica, offrì un quadro più organico dell'archeologia del Capo di Leuca, inserendo Vereto nel suo contesto storico e territoriale.
Negli anni successivi il dibattito rimase vivo anche grazie a studiosi e appassionati del territorio. Tra questi un ruolo particolare ebbe Cesare Daquino, maestro originario di Morciano di Leuca, che nel 1991 pubblicò I Messapi e Vereto. Il suo libro non fu soltanto una sintesi delle conoscenze disponibili: fu anche un atto d'amore verso una terra percepita come ricchissima e fragile, segnata da scoperte fortuite, ricerche interrotte, depredazioni clandestine e trasformazioni edilizie. Daquino seppe intercettare il rinnovato interesse per la Messapia maturato in quegli anni e trasformarlo in un racconto capace di parlare anche ai non specialisti.
Una svolta metodologica arrivò con le ricerche topografiche coordinate da Mariangela Sammarco, avviate dalla fine degli anni Novanta nell'ambito della collaborazione tra Comune di Patù, Università del Salento e Soprintendenza. La carta archeologica del territorio di Vereto, costruita attraverso ricognizioni, studio bibliografico e d'archivio, fotointerpretazione e posizionamento sistematico delle evidenze, ha permesso di leggere il sito non come un punto isolato, ma come un paesaggio complesso: abitato, mura, necropoli, strade, aree suburbane e approdi. Le ricognizioni hanno inoltre contribuito a ricostruire, almeno in parte, il percorso della cinta muraria in opera quadrata e a riconoscere la lunga durata dell'occupazione della collina, dalla protostoria all'età medievale.
Nel frattempo, interventi di scavo, recupero e sorveglianza archeologica hanno aggiunto tasselli importanti: le indagini presso San Giovanni Battista e le Centopietre, le ricerche nell'area di Campo Re, i saggi lungo la via Uschia Pagliare, le indagini presso la Madonna di Vereto, le ricognizioni e gli interventi nell'area di San Gregorio. Il quadro resta frammentario, ma proprio questa frammentarietà mostra quanto sia ancora alto il potenziale del sito. Come ricordano le sintesi più recenti, la ricerca archeologica nel territorio di Patù ha avuto a lungo carattere episodico; tuttavia, le indagini di superficie, la documentazione topografica e gli interventi degli ultimi decenni hanno creato una base solida per una nuova stagione di studi.
Oggi DiscoVereto, prima attuazione di Leucantica, porta questa eredità in un programma sistematico: scavi e indagini a Vereto e San Gregorio, revisione dei materiali, topografia, prospezioni e tecnologie digitali, insieme all'archeologia pubblica. L'obiettivo è mettere in relazione dati dispersi e nuove evidenze per costruire una storia sempre più verificabile del sito e del Capo di Leuca.
Bibliografia Essenziale
- AA.VV., Leuca, Collana dell'Istituto di Archeologia e Storia Antica dell'Università di Lecce, 1, Galatina 1978.
- F. Congedo, V. Desantis (a cura di), Archeologia a Patù. Ricerche e scavi 1973-2005. Taccuini veretini, Monteroni di Lecce 2019.
- C. Daquino, I Messapi e Vereto, Cavallino 1991.
- C. Pagliara, Fonti per la storia di Veretum: iscrizioni, monete, timbri anforari, in Annali dell'Università di Lecce. Facoltà di Lettere e Filosofia, V, 1969-1971, pp. 121-136.
- C. Pagliara, La grotta Porcinara al Capo di S. Maria di Leuca, in Annali dell'Università di Lecce, VI, 1971-1973, pp. 5-67.
- C. Pagliara, Fonti epigrafiche per la storia di Veretum e della “Centopietre” di Patù, in Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa. Classe di Lettere e Filosofia, s. III, VI, 2, 1976, pp. 441-451.
- C. Pagliara, Grotta Porcinara, in G. Nenci, G. Vallet (a cura di), Bibliografia Topografica della Colonizzazione Greca in Italia e nelle Isole Tirreniche, VIII, Pisa-Napoli 1990, pp. 187-189.
- C. Pagliara, Santuari costieri, in I Messapi. Atti del XXX Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto-Lecce, 4-9 ottobre 1990), Taranto 1991, pp. 503-526.
- C. Pagliara, Santa Maria di Leuca, in Bibliografia Topografica della Colonizzazione Greca in Italia e nelle Isole Tirreniche, XVIII, 2010, pp. 310-311.
- V. Rosafio, Vereto città messapica del Basso Salento, Lecce 1968.
- M. Sammarco, Vereto, in M. Guaitoli (a cura di), Lo sguardo di Icaro. Le collezioni dell'Aerofototeca Nazionale per lo studio del territorio. Catalogo della mostra (Roma, 24 maggio-6 luglio 2003), Roma 2003, pp. 346-349.
- M. Sammarco, Vereto: appunti di topografia, in M. Ciardo, S. Torsello (a cura di), Studi in memoria di Antonio Michele Ferraro, Tricase 2008, pp. 53-65.
- M. Sammarco, San Gregorio, in Bibliografia Topografica della Colonizzazione Greca in Italia e nelle Isole Tirreniche, XVIII, 2010, pp. 34-36.
- M. Sammarco, Vereto, in Bibliografia Topografica della Colonizzazione Greca in Italia e nelle Isole Tirreniche, XXI, 2012, pp. 817-825.
- M. Sammarco, Ricerche di topografia antica a Vereto, in R. D'Andria, K. Mannino (a cura di), Gli allievi raccontano, Galatina 2012, pp. 21-30.
- M. Sammarco, G. Negro, Le persone e le cose: memorie da riconquistare, in Studi di Antichità, XXI, 2023, pp. 105-114.